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Nasce il nuovo Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Di.S.Co.)

Il 31 luglio è nato l’Ente regionale per il Diritto allo Studio e alla Conoscenza (Di.S.Co.), che prende il posto di Laziodisu.

Si tratta di una rivoluzione, attuata grazie alla norma approvata in Consiglio regionale lo scorso 5 luglio.

Il nuovo Ente sarà governato dal Presidente del Consiglio di amministrazione, il Consiglio di amministrazione (formato da 5 membri, compreso il Presidente, con la presenza della rappresentanza studentesca) e dalla Consulta regionale per il diritto allo studio ed alla conoscenza composta da studenti.

Un Ente più snello e più efficiente, che consentirà anche un risparmio di circa 500 mila euro l’anno.

L’impostazione innovativa sul diritto alla conoscenza

Con la nuova Legge c’è un rafforzamento di questo paradigma operando una radicale riforma della concezione del diritto allo studio, da intendere come strumento di inclusione sociale, diritto di cittadinanza, partecipazione democratica e sviluppo del territorio.

Per questo la Regione Lazio ha investito risorse importanti del Fondo Sociale Europeo a sostegno di politiche volte alla promozione del diritto allo studio universitario:

– abolita la figura dello studente idoneo non beneficiario, ma anche raddoppiato il numero dei percettori di borsa di studio passando dai 10.600 del 2013 agli oltre 21.000 dell’anno accademico 2017/18.

– l’utilizzo virtuoso di risorse comunitarie ha atto sì che da fanalino di coda il Lazio diventasse la prima fra le Regioni italiane per il riparto del Fondo Integrativo Statale, da poco più di 12 ad oltre 29 milioni di euro assegnati al Lazio nel 2017.

– reso possibile l’attuazione di politiche di promozione dei soggetti, servizi attivi di orientamento al lavoro (rete Porta Futuro Lazio, oltre 20.000 interventi in tre anni) ed internazionalizzazione dell’offerta formativa (progetto Torno Subito, 80 milioni di euro investiti su circa 6000 ragazzi che si sono formati all’estero per poi spendere le proprie competenze sul nostro territorio).

Tra le più significative novità introdotte della legge ci sono:

* il potenziamento della partecipazione degli studenti ai processi decisionali;

* misure volte ad arginare la dispersione universitaria (con contributi per fasce di reddito mediobasse), cioè quegli studenti che pur non rientrando nella categoria dei beneficiari di borsa di studio -tenendo conto degli attuali parametri ministeriali/regionali- si trovano ad avere condizioni reddituali medio-basse;

* misure per sostenere le esigenze dei c.d. “ibridi studentesco-lavorativi”, attraverso l’istituzione di un fondo di sostegno post-laurea (dottorandi senza borsa; tfa – Tirocinio Formativo Attivo; coloro che non entrano nelle specializzazioni mediche).

Dal punto di vista delle prestazioni offerte, oltre ai servizi classici di sostegno al diritto allo studio universitario l’Ente Di.S.Co. erogherà servizi innovativi come contributi all’abitare, nell’ottica di nuove politiche ricettive volte a sperimentare forme di studentato diffuso sul territorio.
Saranno previsti servizi di agevolazione finalizzati all’attuazione di programmi universitari per la mobilità degli studenti, supporto alle attività, culturali e sportive, ai servizi didattico-formativi delle Università, servizi per le locazioni delle strutture immobiliari, servizi di outgoing e incoming universitario sia per studenti italiani che stranieri, agevolazioni per i servizi di trasporto pubblico locale da attuarsi in sinergia con i Comuni; supporto per l’inserimento lavorativo; informazione ed orientamento sui percorsi di formazione promossi in collaborazione con altre istituzioni ed enti pubblici; sostegno diretto ad attività di socialità e mutuo sostegno promosse ed autogestite da studenti; servizi editoriali e librari consistenti nella diffusione –senza fine di lucro- di materiale di testo destinato ad uso universitario, nel rispetto della normativa in materia di diritto d’autore. Particolarmente importante è, poi, la previsione della garanzia dei servizi sanitari per gli studenti fuorisede, di medicina preventiva, assistenza psicologica e consultori promossi in accordo con le ASL ed i policlinici universitari. Infine particolare tutela è rivolta agli studenti diversamente abili, con servizi e supporti specialistici anche nell’ambito dell’inserimento lavorativo. La legge sostiene anche il diritto allo studio degli studenti detenuti attraverso collaborazione con gli istituti competenti.